Associazione Nazionale Carabinieri
"V.Brig. Salvo D’Acquisto M.O.V.M” Roma Divino Amore

15 aprile 2015 - 1° Concorso letterario sul "BULLISMO"

CONCORSO LETTERARIO  “ IL BULLISMO”

INCONTRO CON DOCENTI—GENITORI—ALUNNI

Diciamo subito che è stata un’esperienza straordinaria dal punto di vista organizzativo e  partecipativo, che ha visto protagonisti l’Istituto Scolastico Caterina di Santa Rosa in Roma, i docenti, i genitori,  gli alunni e, naturalmente, l’Associazione Nazionale Carabinieri,  Sezione “V.Brig. Salvo D’Acquisto M.O.V.M.” di Roma Divino Amore, che ha indetto il Concorso letterario sul bullismo.

Iniziamo con ordine: già al primo incontro tra l’Associazione ed i rappresentanti dell’Istituto, la Coordinatrice delle Attività Educative e Didattiche suor Carmen e suor Silvia,  è subito maturata la volontà di procedere senza indugi nel progetto formativo ed educativo riguardante gli alunni,  sul fenomeno  di grande attualità del bullismo. L’argomento è stato  subito affrontato con serietà ed entusiasmo da parte nostra e dell’Istituto, ingredienti fondamentali per lavorare bene.  Non si è perso tempo nell’attendere la risposta affermativa dei rappresentanti di classe, subito informati dalla Coordinatrice  Suor Carmen , sull’intenzione dell’Istituto di realizzare con noi Carabinieri un progetto importante per gli alunni, dando il loro convinto  assenso, evidentemente consapevoli  dell’utilità di impegnare i propri figli nella conoscenza ed approfondimento del bullismo, i cui riflessi producono effetti  negativi non solo sui ragazzi coinvolti (bullo e vittima), ma anche verso chi ha la responsabilità dei loro atti. Il nostro intento era quello di trasferire il messaggio che solo con la collaborazione di tutti i protagonisti: scuola, insegnanti, genitori e alunni  è possibile sconfiggere il bullismo.

Da parte nostra, la premessa era di parlare prima agli insegnanti ed ai genitori, insieme, affinchè capissero che il bullismo non deve essere sottovalutato, che non bisogna minimizzare o trascurare  segnali importanti provenienti  dall’atteggiamento  in casa  o  a  scuola  del   bullo  e  della  vittima,  i  cui  comportamenti inequivocabili, se percepiti subito dalla famiglia o dai docenti, consentono di adottare immediate soluzioni risolutive al problema.

Nel primo incontro, quindi, con genitori ed insegnanti, da parte nostra  non sono state proposte formule magiche o assicurazioni che il bullismo aveva le ore contate, a seguito delle nostre indicazioni; piuttosto, abbiamo evidenziato che l’azione del bullo va fermata e, seppur biasimevole, non va colpevolizzata, ma vale il tentativo di provare a recuperare il bullo, come persona,  per farlo sentire utile alla società,  non rifiutato.

Approfittiamo per dire con una piccola vena polemica, che se la pubblicità sul bullismo,  presente di questi tempi su qualche cartellone in città,  fosse più costante e presente come quella dello spread di  ogni mattina quando  ci svegliamo, o dell’andamento di Borsa, o dell’indice Mibtel, che molti non sanno cosa essi siano,  né intendono saperlo, il bullismo non avrebbe assunto le proporzioni attuali, sicuramente  sottovalutate. A noi piacerebbe immaginare  che fra gli annunci pubblicitari giornalieri in televisione o altro,  fosse annunciato: “Caro bullo, smettila di fare il bullo e mettiti a studiare!”. Oppure: “Caro bullo, anziché prendertela con i più piccoli, perché non ti misuri con quelli come te?”. Ovviamente scherziamo, ma un fondo di verità c’è, nel senso che vuoi o non vuoi  le attenzioni per il bullissimo sarebbero state  sicuramente maggiori di adesso e forse si sarebbero evitate sofferenze inutili ai ragazzi coinvolti nel bullismo.

L’incontro successivo avuto con gli alunni è stato straordinariamente sentito da entrambe le parti. Dopo qualche minuto dall’inizio, rivolgendoci ai giovani esuberanti studenti con linguaggio semplice ma fermo, sono subito comparsi quaderni e block-notes su cui gli alunni annotavano le informazioni da memorizzare,  per fissare bene i concetti da esporre poi  sul tema da svolgere nei giorni successivi.

 Gli alunni, man mano che ci ascoltavano e vedevano proiettate sullo schermo le diapositive colorate  con gli argomenti, non erano più alunni, ma ragazzi e ragazze che si  immedesimavano nelle situazioni che noi prospettavamo,  a seconda se parlavamo del bullo o della vittima. Il loro interesse era ben presto totale. A differenza di quanto si possa immaginare, è stato facile per noi contenere 120 alunni impegnati per oltre un’ora e mezzo ad ascoltare e osservare contemporaneamente,  nel più assoluto silenzio. Evidentemente avevamo centrato l’approccio con loro.  Ci prendiamo il piccolo merito di ritenere che siamo stati attenti al fatto che le nostre argomentazioni  non fossero le solite informazioni decodificate e scontate. Abbiamo trasmesso loro l’attenzione e la decisione con cui bisogna affrontare il bullo per smontarlo, per disarmarlo dalla sua apparente sicurezza, e allo stesso modo, cercare di recuperalo, di non abbandonarlo a se stesso, perché non è colpa sua se non conosce l’educazione, egli non sa cosa sia, perché in famiglia non gliel’ha mai  insegnata nessuno.

Non c’è sfuggito il fatto che gli alunni hanno mostrato molto rispetto e attenzione non solo alla nostra uniforme di Carabinieri, ma anche verso alcuni  nostri oggetti esposti sul palco del teatro, tra i quali un casco di pilota d’aereo con il tubolare d’ossigeno,  spiegando loro la necessità di  utilizzarlo quando l’aereo compie sbalzi repentini di quota che, a doppia velocità del suono, senza l’ossigeno, si verificherebbe la perdita di conoscenza del pilota. Durante l’intervallo fra la prima e la seconda parte dell’incontro, i ragazzi ci rivolgevano osservazioni di vario genere,  a cui  davamo le dovute spiegazioni, risultate gradite ad alunni maschi e femmine.

Anche al termine dell’incontro, ci sono state poste altre domande, fra le quali: “Perché voi Carabinieri fate questo servizio nelle scuole e come vi comportate di fronte ad un atto di bullismo?”; inoltre: “Chi ha la responsabilità degli atti del bullo?”; infine:“I bulli non sono cattivi come i ladri e gli assassini?

Nella loro semplicità, le domande dei ragazzi erano significative nei loro vari aspetti da approfondire: sono state la dimostrazione della loro sensibilità, dopo aver recepito le nostre informazioni sul bullismo, che ha visto il coinvolgimento della scuola,  non solo nel compito di occuparsi dell’educazione scolastica dei ragazzi, ma anche di quella caratteriale e sociale; che ha visto il coinvolgimento della famiglia, nucleo primario sia del bullo che della vittima e degli insegnanti,  che devono proiettarsi  a trovare soluzioni insieme ai ragazzi, coinvolgendoli in modo attivo nella ricerca di strategie per risolvere il problema.

Certo, la prima domanda dei ragazzi (Perché state qui con noi?)  è stata quella che in sostanza voleva dire: “Ma voi, anziché arrestare i ladri o i malfattori, perché  state invece  qui a dirci tutte quelle cose sul bullismo?    I ragazzi, evidentemente,  avevano percepito lo spirito col quale affrontavamo questo argomento, lo spirito di servizio che ci porta a cercare di renderci utili alla comunità, ed era quello che stavamo facendo nella scuola.

Giovedì 12 marzo è stata la giornata dello svolgimento dei temi in classe da parte degli alunni, che siamo andati  a trovare in classe  per fornire loro qualche spicciola,  ultima  informazione, utile  per il loro tema.

Li abbiamo trovati con la giusta tensione e concentrazione che l’impegno richiedeva. Qualcuno ha chiesto se poteva utilizzare il vocabolario, qualcun altro ha chiesto di conoscere il nome del presidente  dell’Associazione che ha indetto il concorso letterario sul bullismo, per poterlo inserire sul suo tema.

Davvero interessante constatare quanto fosse importante per quell’alunno riportare sul suo tema questo particolare. 

Altri alunni, che non erano stati presenti all’incontro tra alunni e carabinieri, hanno detto che si erano comunque preparati a casa sull’argomento. Insomma, è stato un unico, forte segnale da parte degli alunni,  della loro  voglia di scrivere il proprio  pensiero sul bullismo.

 Al termine della prova scritta, erano assenti tre soli alunni su cinque classi, è stato un risultato degno di nota.

Dopo la prova scritta, nel congedarci da loro, alcuni ci hanno saluti alla maniera militare, altri, comprese le femmine,  ci hanno detto che da grandi volevano fare i carabinieri; ci siamo lasciati come se fossimo stati loro vecchi amici.

In quei momenti, abbiamo provato grande soddisfazione e ci siamo sentiti ampiamente ripagati dell’impegno a cui, anche noi, siamo stati sottoposti. 

Teniamo a dire che i temi svolti e consegnati  erano anonimi, in quanto le generalità dell’alunno  erano contenute dentro una busta chiusa, allegata e spillata al foglio protocollo,  per garantire l’imparzialità del giudizio sul tema, da parte del docente esaminatore, che doveva provenire da una classe diversa dell’alunno esaminato.

 Il 15 aprile 2015, presso il teatro dell’Istituto, alla presenza delle autorità scolastiche, sono stati premiati i  tre migliori temi della Scuola Primaria ed i tre migliori temi della Scuola Secondaria, oltre a 10 particolari menzioni agli alunni più meritevoli della scuola primaria e secondaria. Tutti gli studenti che hanno svolto la prova scritta del concorso letterario,  hanno ricevuto un attestato di partecipazione. E’ stato un evento straordinario che ha visto gli alunni fare un tifo incredibile per i compagni chiamati al palco per essere premiati: erano gioiosi e inneggiavano i loro nomi. I ragazzi, attraverso il loro entusiasmo, hanno creato  un clima di festa che subito si è diffuso su tutti i presenti. Al termine della premiazione, la Scuola e l’Associazione, ancora una volta insieme, non hanno  mancato di sottolineare che  l’entusiasmo manifestato da parte dei giovani studenti è il segno inequivocabile del  loro coinvolgimento in un progetto “sentito”  e su cui hanno lavorato con impegno, acquisendo il messaggio di fondo, cioè quello che il bullismo è stato soprattutto un insegnamento di vita che essi porteranno sempre nel cuore: quello di  aiutare l’amico in difficoltà,  ma anche di cercare di recuperare il bullo che, seppur prepotente, è persona da aiutare per inserirsi positivamente nella società. In conclusione, il bilancio pende nettamente a favore dei ragazzi che hanno lanciato segnali importanti che già conoscevamo, quelli della spontaneità e del diritto ad essere informati e  sentiti in ogni circostanza. La presenza dei piccoli e del loro semplice pensiero,  sono la garanzia ed il sale del futuro, che gli  adulti non possono e non devono mai ignorare.

Ringraziamo l’Istituto Scolastico Caterina di Santa Rosa, in persona della Coordinatrice suor Carmen, i docenti e gli alunni che hanno  ritenuto di affidarsi alla nostra Istituzione di Carabinieri, sempre vicini ai cittadini e  disposti al dialogo,  con spirito di servizio. Salutiamo con cordialità e diamo un arrivederci a tutti al prossimo impegno.