Associazione Nazionale Carabinieri
"V.Brig. Salvo D’Acquisto M.O.V.M” Roma Divino Amore

11 aprile 2016 Concorso letterario "IL BULLISMO" presso Istituto Comprensivo Via B. De Finetti - Roma

Diciamo subito che è stata un’esperienza straordinaria dal punto di vista organizzativo e partecipativo, che ha visto protagonisti l’Istituto Comprensivo di Via De Finetti , i docenti, i genitori, gli alunni e, naturalmente, l’Associazione Nazionale Carabinieri, Sezione “V.Brig. Salvo D’Acquisto M.O.V.M.” di Roma Divino Amore, che ha indetto il Concorso letterario sul bullismo.
Iniziamo con ordine: già al primo incontro tra l’Associazione ed i rappresentanti dell’Istituto, il Dirigente Scolastico Prof. Cristiana Carissimi, è subito maturata la volontà di procedere senza indugi nel progetto formativo ed educativo riguardante gli alunni, sul fenomeno di grande attualità del bullismo.
Il tema del bullismo è un tema che ci sta molto a cuore e che consideriamo di vitale importanza per far capire a tutti quanto sia devastante questo fenomeno per la nostra società. Perché noi continuiamo a parlare di bullismo? Perché se ne parla sempre di meno nelle scuole , nella famiglia, nella società in cui viviamo.
Diamo sempre per scontato che la causa primaria di questo fenomeno sia da ricercarsi nella personalità del giovane bullo e mettiamo in secondo piano le responsabilità dei familiari, dei messaggi trasmessi dai mass-media, della società che, a volte, è disattenta alle relazioni sociali.
E’ uno dei fenomeni purtroppo in crescita nel mondo degli adolescenti: affliggere ed impaurire un soggetto considerato più debole.
Sono tanti gli episodi di bullismo che ogni giorno si verificano nelle scuole ma solo pochi ne vengono denunciati, per paura di ripercussioni o vergogna. Ma denunciare gli atti di bullismo è un dovere, per tutelare se stessi e gli altri.
Si uccide per gioco e si muore per sbaglio. “ E’ un bravo ragazzo”, “ quello che è successo è solo un gioco finito male”. Queste sono le risposte che, talvolta, danno i genitori dei ragazzi bulli a giustificazione delle violenze perpetrate dai loro figli nei confronti di altri ragazzi vittime inconsapevoli e più deboli psicologicamente.